Apri la bacheca e trovi trecento commenti in attesa, tutti in inglese, tutti con link a siti che non vorresti nemmeno aprire. Il primo istinto è disattivare i commenti e chiuderla lì.
È una soluzione, ma è quella che costa di più: i commenti sono uno dei pochi segnali che un sito è vivo, e su molti siti sono anche l’unico canale in cui i clienti fanno domande in pubblico. Prima di spegnerli conviene capire perché arrivano.
Perché il tuo sito riceve spam
Non è personale e non dipende da quanto sei visibile. I bot scandagliano il web cercando siti WordPress con i commenti aperti, e nella stragrande maggioranza dei casi non cercano nemmeno lettori: cercano collegamenti. Ogni commento pubblicato con un link è un piccolo voto per il sito di chi lo ha scritto.
Ecco perché lo spam arriva anche su siti con dieci visite al giorno: non sta cercando il tuo pubblico, sta cercando il tuo dominio.
Le impostazioni che risolvono metà del problema
In Impostazioni → Discussione ci sono opzioni che quasi nessuno tocca e che da sole tagliano la maggior parte dello spam:
- “Chiudi automaticamente i commenti sugli articoli più vecchi di N giorni”. I bot puntano quasi sempre ad articoli vecchi, che nessuno legge più. Impostare 30 o 60 giorni elimina un’enormità di spam senza toccare i contenuti recenti, dove le conversazioni vere avvengono.
- “L’autore del commento deve aver già avuto un commento approvato”. Il primo commento di ogni persona passa da te, i successivi no. Filtro semplice ed efficace.
- “Il commento deve essere approvato manualmente”, se il volume è basso. Su un sito con pochi commenti al mese è la soluzione più solida in assoluto.
- Blocca i commenti con più di un link. C’è un’impostazione apposta: quasi tutto lo spam ne contiene almeno due, quasi nessun commento vero.
Un filtro antispam vero
Le impostazioni sopra fermano i bot grossolani. Per il resto serve un filtro che valuti il contenuto: ne esistono di validi, alcuni gratuiti per uso non commerciale.
Due accortezze:
- Controlla ogni tanto la cartella dello spam. Tutti i filtri sbagliano, e un cliente che scrive una domanda e non la vede mai comparire non riprova: pensa che tu non risponda.
- Non installarne più di uno. Due filtri antispam si pestano i piedi, rallentano il sito e rendono impossibile capire chi ha bloccato cosa.
Perché i CAPTCHA sono spesso la scelta peggiore
Il riflesso è mettere un CAPTCHA. Funziona contro i bot, ma:
- Fa perdere commenti veri. Ogni ostacolo in più fa desistere qualcuno, e chi desiste è la persona che aveva qualcosa da dire.
- Crea problemi di accessibilità a chi usa lettori di schermo o ha difficoltà visive.
- Rallenta il sito, perché quasi tutti caricano risorse da server esterni su ogni pagina dove compaiono.
Se proprio serve, meglio i sistemi che restano invisibili finché non c’è un sospetto, invece di far riconoscere semafori a tutti.
Il caso in cui non è spam
Se i commenti indesiderati sono già pubblicati senza che nessuno li abbia approvati, non è spam ordinario: è un problema di sicurezza. Significa che qualcuno sta scrivendo direttamente nel database o che esiste un utente con permessi che non dovrebbe avere.
Stessa cosa se compaiono commenti firmati da utenti che non riconosci, o se nell’elenco utenti ci sono account che non hai creato. In quel caso il problema non sono i commenti: è che il sito è stato violato.
Quando chiuderli è la scelta giusta
Non sempre tenerli aperti ha senso. Chiuderli è ragionevole se:
- Nessuno commenta da anni e il sito è una vetrina, non un blog.
- Il contatto avviene altrove — moduli, telefono, chat — e i commenti sono solo un’altra cosa da moderare.
In quel caso chiudili davvero, in blocco su tutti gli articoli, non solo sui nuovi. Lasciare aperti novecento articoli vecchi e chiudere solo quelli futuri è il modo migliore per continuare a ricevere spam credendo di aver risolto.
Il costo nascosto dello spam ignorato
Migliaia di commenti spam in attesa non sono solo fastidio:
- Appesantiscono il database e rallentano la bacheca.
- Se qualcuno viene approvato per errore, il tuo sito inizia a collegarsi a siti di dubbia reputazione — e questo, sì, incide sul posizionamento.
- Coprono i commenti veri. In mezzo a trecento messaggi automatici, la domanda di un cliente non la vede nessuno.